Cos'è la ludopatia e il Gioco d'Azzardo Patologico (GAP)
Ludopatia e normativa sul gioco d’azzardo
Nel 1980 il gioco d’azzardo è stato riconosciuto come disturbo psichiatrico dall’American Psychiatric Association (APA). Quest’ultima ha successivamente inserito nel 1994 il gioco d’azzardo nel suo DSM-IV (Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali), classificandolo come “disturbo del controllo degli impulsi” e definendolo come un “comportamento persistente, ricorrente e maladattativo di gioco che compromette le attività personali, familiari o lavorative”.
Solo nel 2013 la nuova edizione del manuale diagnostico-terapeutico delle malattie psichiatriche dell’APA, chiamata DSM-V, ha riclassificato il gioco d’azzardo patologico nell’area delle dipendenze per le similarità tra il GAP (gioco d’azzardo patologico) e le dipendenze da alcol e altre sostanze d’abuso. Allo stesso modo, anche l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha inserito il gioco d’azzardo tra i “disturbi delle abitudini e degli impulsi” nella sua classificazione ICD-10 (Classificazione internazionale delle malattie).
Riconoscimento della ludopatia in Italia
In Italia, il gioco d’azzardo è stato riconosciuto come patologia ufficialmente a partire dal 2012, anno della legge n. 189 del 2012, nota come Decreto Balduzzi. Questo decreto ha introdotto il riconoscimento del gioco d’azzardo patologico (GAP) come una dipendenza comportamentale, inserendolo nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), cioè tra i servizi sanitari che devono essere garantiti dal Servizio Sanitario Nazionale (SSN). Ciò ha permesso alle persone affette da questa patologia di accedere a trattamenti e supporti specifici attraverso il sistema sanitario pubblico.
Il riconoscimento del gioco d’azzardo come patologia è stato il risultato di anni di studi e pressioni da parte della comunità scientifica e delle associazioni che si occupano di dipendenze. Questo riconoscimento ha aperto la strada a politiche di prevenzione, trattamento e supporto per le persone affette, evidenziando la gravità del problema e l'importanza di affrontarlo come una questione di salute pubblica.
Decreto-legge n. 158: tutela della salute
Il decreto-legge n. 158 ha altresì stabilito alcune importanti disposizioni riguardanti i giochi con vincite in denaro, definendole "disposizioni urgenti per promuovere lo sviluppo del Paese mediante un più alto livello di tutela della salute”.
Ecco un riassunto delle principali misure previste dal decreto:
Restrizioni sulla pubblicità dei giochi d’azzardo al fine di ridurre l’esposizione del pubblico;
Obbligo di informazioni chiare e trasparenti sulle probabilità di vincita e sui rischi associati al gioco d’azzardo;
Divieto di accesso dei minori alle sale da gioco o alle aree destinate al gioco d’azzardo;
Controlli mirati per verificare il rispetto delle norme a tutela dei minori;
Regolamentazione della presenza in loco dei punti di gioco.
Decreto Dignità (n. 87 del 2018)
Riguardo alle restrizioni pubblicitarie, va citato il Decreto Dignità (n. 87 del 12 luglio 2018). L’art. 9 specifica che è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a gioco o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo.
Credete che questo abbia fermato, ad esempio, le aziende di betting che tempestavano i nostri smartphone o le nostre TV? Assolutamente no. Da allora, promuovono i loro portali di news, che poi, ovviamente, reindirizzano verso quelli di scommesse.
Decreto Ministero della Salute n. 136 del 2021
Il 16 luglio 2021 il Ministero della Salute ha emesso il Decreto n. 136 sulle linee di azione per la prevenzione, cura e riabilitazione delle persone affette dal gioco d’azzardo patologico.
Il Decreto fa riferimento al DSM-V dell’APA, il quale sostiene che il disturbo problematico, persistente o ricorrente, legato al gioco d’azzardo porta a disagio o compromissione clinicamente significativi, quando l'individuo presenta quattro, o più, delle seguenti condizioni entro un periodo di dodici mesi:
Criteri del DSM-V per il disturbo da GAP
Ha bisogno, per giocare d’azzardo, di quantità crescenti di denaro per ottenere l'eccitazione desiderata;
È irrequieto/a o irritabile se tenta di ridurre o di smettere di giocare d’azzardo;
Ha fatto ripetuti sforzi infruttuosi per controllare, ridurre o smettere di giocare d’azzardo;
È spesso preoccupato/a dal gioco d’azzardo (pensieri persistenti su giocate passate e pianificazione di nuove);
Spesso gioca d’azzardo quando si sente a disagio (per esempio ansioso/a o depresso/a);
Dopo aver perso denaro al gioco d’azzardo, spesso torna un'altra volta per ritentare (“rincorrere” le perdite);
Mente per occultare l’entità del coinvolgimento nel gioco d’azzardo;
Ha messo in pericolo o perso relazioni significative, lavoro o opportunità di studio a causa del gioco d’azzardo;
Conta sugli altri per procurare il denaro necessario a risollevare situazioni finanziarie disperate causate dal gioco d’azzardo.
Valutazione della gravità del disturbo
Il DSM-V ha introdotto anche il valore di gravità del disturbo da gioco d’azzardo patologico sulla base della presenza dei suddetti criteri:
Lieve = presenza di 4 o 5 criteri;
Moderata = presenza di 6 o 7 criteri;
Grave = presenza di 8 o 9 criteri.
Tipologie di giocatori
L’Allegato A del decreto fa riferimento alle tipologie di giocatori internazionalmente accettate:
Giocatore sociale: per la maggior parte delle persone il gioco rappresenta un passatempo gratificante; si stima che circa l’80-90% della popolazione adulta del nostro paese partecipi a forme di gioco d’azzardo;
Giocatore “eccessivo/problematico”: per una minoranza il gioco costituisce un comportamento problematico, con eccitazione al contatto con situazioni in cui è possibile giocare d’azzardo, e necessità di fare puntate sempre più alte;
Giocatore patologico: il gioco d’azzardo rappresenta una forma di dipendenza che induce il soggetto ad avvertire una necessità imperante di giocare, con perdita della percezione di tempo e denaro, e conseguenze profonde su salute, famiglia, lavoro e ambiente sociale.
Definizione legale di gioco d’azzardo
È importante precisare che sono definiti giochi d’azzardo quelli con vincite in denaro, la cui gestione è riservata dalla legge allo Stato, ai sensi della normativa vigente (tra gli altri, l’art. 1 del d.lgs. 14 aprile 1948, n. 496 e l’art. 22 della legge 27 dicembre 2002, n. 289), con la presenza determinante del fattore caso e per l’assenza del fattore abilità.
Il gioco per essere definito gioco d’azzardo deve presentare contemporaneamente tre condizioni:
Il giocatore mette in palio una posta, in soldi o in oggetti di valore;
Una volta messa in palio, la posta non può più essere ritirata;
Il risultato si basa in parte, o completamente, sull’imprevedibilità (caso).
Esempi di giochi d’azzardo
Con lo sviluppo di internet, oggi è possibile giocare o scommettere su qualsiasi cosa. Tra i principali giochi d’azzardo troviamo: roulette, lotterie (lotto, superenalotto, 10eLotto, ecc.), slot machine, VLT (slot evolute con jackpot progressivi), gratta e vinci, bingo, scommesse sportive o ippiche, scommesse virtuali, ecc.
