🎰 Episodio 3 - Il Gioco Mi Conosceva Meglio di Me
In questo episodio racconto il momento in cui ho iniziato a capire che la dipendenza non arriva all’improvviso. Si insinua piano, si adatta alle tue abitudini e cambia forma. Quando pensi di averla capita, trova un modo nuovo per riprendersi spazio.
Nel 2016 avevo firmato un contratto di consulenza importante. Più lavoro, più soldi, più stabilità. Avrebbe potuto essere un periodo positivo. Invece, proprio da lì è iniziato un nuovo declino. Avevo più disponibilità economica e più occasioni per giocare. I casinò online erano sempre accessibili, soprattutto quelli senza vere barriere, senza limiti e senza tutele efficaci.
Mi ero convinto di aver capito il funzionamento delle slot. Avevo creato regole personali, soglie di saldo, puntate base, strategie. Se il saldo aumentava, alzavo la puntata. Se scendeva, la riducevo. Se vincevo, mi sentivo confermato. Se perdevo, pensavo di dover solo aggiustare il metodo. Era una relazione tossica: sapevo che mi stava facendo male, ma continuavo a tornarci.
La cosa più inquietante era la sensazione che il gioco mi conoscesse. Quando stavo perdendo troppo e rischiavo di fermarmi, arrivava una piccola vincita. Abbastanza per farmi restare. Abbastanza per farmi credere che qualcosa stesse cambiando. Oggi so che quella era una delle trappole più potenti: la ricompensa intermittente, il premio che arriva quando sei vicino al limite.
In questo episodio parlo anche dei primi tentativi di fermarmi. Ho parlato con amici e fratelli, ho provato a smettere per alcuni mesi, ho ripreso attività che mi facevano bene. Ma il vuoto lasciato dal gioco era enorme. Quando sono tornato a giocare, l’ho fatto prima con piccole puntate e poi con depositi sempre più grandi.
Pensavo fosse stata solo una fase. In realtà, il gioco era ancora lì. E mi conosceva meglio di quanto io conoscessi me stesso.
