🎰 Episodio 5 - Prestiti, bugie e vergogna: cosa ho fatto per continuare a giocare
Quando il gioco diventa un buco nero, non risucchia solo i soldi. Divora anche la dignità, il lavoro, i rapporti e la capacità di guardarsi allo specchio. In questo episodio racconto il momento in cui, per continuare a giocare, ho iniziato a fare cose che non avrei mai pensato di fare.
L’8 novembre 2018 ho chiesto il mio primo prestito in banca per giocare. Da lì è iniziato un effetto domino. Altri finanziamenti, altre rate, altre bugie. Le banche mi vedevano come un buon pagatore: lavoravo, guadagnavo, avevo sempre saldato le vecchie rate. Io ho sfruttato quella fiducia per alimentare la mia dipendenza.
Più giocavo, più mi servivano soldi. Più soldi ottenevo, più li buttavo nelle slot. Depositavo 200 euro alla volta e li bruciavo in poche ore. Il denaro aveva perso valore. Era diventato solo carburante per continuare a giocare.
Nel luglio 2019 ho superato un limite enorme: ho usato il conto di un’azienda per cui lavoravo per inviarmi denaro. Mi raccontavo che fosse un errore di sistema, ma dentro sapevo la verità. Era un errore di coscienza. Restituii tutto, ma il problema rimase intatto.
Poi arrivarono altri debiti, altri prestiti, altri tentativi di rimediare con una grande vincita. Ho chiesto soldi agli amici, ho inventato scuse sulle tasse, ho ricevuto aiuto e poi ho rigiocato anche quello. Ogni volta pensavo di essere vicino alla soluzione. In realtà stavo solo scavando più a fondo.
Anche quando vincevo cifre importanti, non riuscivo a fermarmi. Il casinò ritardava i prelievi, io mi innervosivo, continuavo a giocare e perdevo tutto di nuovo.
Questo episodio parla di prestiti, vergogna, bugie e perdita di controllo. Racconta cosa può succedere quando la dipendenza da gioco d’azzardo non riguarda più solo il gioco, ma inizia a coinvolgere il lavoro, gli amici e la fiducia delle persone.
