🎰 Episodio 6 - La Confessione: Il Giorno in cui ho Ammesso di essere Dipendente dal Gioco

Quanto a lungo si può nascondere un problema prima che esploda? Per me, il momento della verità è arrivato nel febbraio 2020. Fino a quel momento avevo tenuto tutto dentro: ansia, depressione, insonnia, debiti, bugie e paura. Poi ho fatto qualcosa di diverso. Ho preso il telefono e ho registrato un audio in cui raccontavo tutto.

L’ho mandato a Mauro, un amico. La sua risposta è stata un audio lunghissimo. Anche lui aveva un problema con il gioco. Io con le slot, lui con le scommesse sportive. È stato come guardarsi allo specchio. Due persone abituate a mentire che, per una volta, si dicevano la verità.

Fino a quel momento avevo vissuto due vite. Di giorno una vita quasi normale, di notte un vortice fatto di giocate, panico e disperazione. A marzo 2020 ho capito che non potevo più nasconderlo alla mia famiglia. Mio fratello ha capito subito la gravità della situazione e ha coinvolto anche l’altro nostro fratello. In poco tempo erano entrambi con me.

Abbiamo guardato debiti, prestiti, scadenze e problemi pratici. Ma il punto più difficile era un altro: io ero ancora legato al gioco. Avevo confessato, sì, ma confessare non significa automaticamente fermarsi.

In quei giorni ho detto la verità anche a un amico d’infanzia che mi aveva già prestato soldi. Mi ha aiutato di nuovo, questa volta con un accordo scritto. Poi è arrivato il momento più difficile: confessare al presidente dell’associazione per cui avevo gestito denaro. Avevo paura di perdere tutto. Invece, dopo aver raccontato la verità, non sono stato giudicato come temevo.

Questo episodio racconta la confessione, ma anche il limite della confessione. Dire la verità è stato necessario, ma non è bastato a guarire. Avevo ammesso il problema, avevo chiesto aiuto, ma dentro di me il gioco continuava a cercare spazio.

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