SerD e SerT
Quando si parla di dipendenze, spesso si pensa solo a droghe e alcol. Per molto tempo è stato così anche a livello istituzionale. Il SerT, Servizio per le Tossicodipendenze, nasceva proprio con questo obiettivo.
Oggi, però, le cose sono cambiate.
Il SerD (Servizio per le Dipendenze) è una componente fondamentale del Sistema Sanitario Nazionale italiano e rappresenta uno dei principali strumenti pubblici per affrontare le dipendenze patologiche, comprese quelle comportamentali, come la ludopatia.
Il cambio di nome non è solo formale. Nel 2013, con l’aggiornamento del manuale diagnostico dell’American Psychological Association, il gioco d’azzardo patologico* è stato ufficialmente riconosciuto come una dipendenza, per le sue forti somiglianze con l’abuso di sostanze: craving**, perdita di controllo, tolleranza, astinenza psicologica.
Da lì è diventato evidente che anche i servizi dovevano evolversi.
Il SerD nasce proprio per questo: accogliere, curare e accompagnare persone con dipendenze diverse, non solo legate alle sostanze. Oggi ogni distretto sanitario in Italia dispone di almeno un SerD, con oltre 550 strutture attive sul territorio nazionale.
Uno degli aspetti più importanti del SerD è l’accessibilità. Non serve una diagnosi preventiva, non serve “toccare il fondo” nel senso comune del termine. Spesso basta il sospetto di avere un problema.
È un luogo in cui, almeno sulla carta, nessuno dovrebbe essere giudicato.
Gli obiettivi principali dei SerD sono chiari:
Prevenzione, attraverso campagne di sensibilizzazione e informazione, soprattutto per i giovani e le persone più vulnerabili;
Cura, con trattamenti personalizzati che possono includere psicoterapia, supporto medico e, quando necessario, terapia farmacologica;
Riabilitazione, per aiutare la persona a ricostruire una quotidianità più stabile e sana;
Reinserimento sociale, lavorativo e relazionale, spesso il punto più fragile per chi esce da una dipendenza.
Il lavoro del SerD si basa su équipe multidisciplinari: medici, psicologi, assistenti sociali, educatori. Questo permette di affrontare la dipendenza non solo come problema individuale, ma come fenomeno che coinvolge mente, corpo, relazioni e contesto sociale.
Nel caso della dipendenza da gioco d’azzardo, il SerD diventa spesso il primo posto in cui qualcuno ti dice chiaramente: “Non è solo mancanza di forza di volontà. È una patologia.”
Sentirselo dire può fare male, ma può anche essere un sollievo enorme.
Tra gli strumenti più utilizzati ci sono:
Supporto psicologico individuale e di gruppo, per lavorare su ansia, depressione, gestione delle emozioni e prevenzione delle ricadute;
Trattamenti farmacologici, quando presenti disturbi associati come depressione, disturbo d’ansia o insonnia;
Valutazioni psichiatriche, fondamentali quando la dipendenza è intrecciata a fragilità mentali più profonde;
Invio e collaborazione con comunità terapeutiche, gruppi di auto-mutuo aiuto e realtà del terzo settore.
Un punto di forza dei SerD è proprio la rete: non lavorano da soli. Collaborano con comunità, associazioni, volontariato, servizi sociali. Questo permette percorsi più articolati e meno improvvisati.
Naturalmente, il SerD non è una bacchetta magica. Non basta “iscriversi” per guarire. Serve tempo, continuità, e soprattutto disponibilità a mettersi in discussione. Ma senza il SerD, per molte persone, il percorso non inizierebbe nemmeno.
Nel mio caso, il SerD è stato un passaggio fondamentale. Non ha risolto tutto, ma ha dato un nome al problema e una struttura al caos.
E a volte, quando sei immerso nella dipendenza dal gioco d’azzardo, avere qualcuno che ti prende sul serio è già un primo passo fuori dal buio.
*Giocatore patologico: il gioco d'azzardo rappresenta una forma di dipendenza che induce il soggetto ad avvertire una necessità imperante di giocare, e il desiderio irrefrenabile di voler recuperare il denaro perduto, che lo porta a perdere la percezione sia del tempo che del denaro impiegato nel gioco. Giocare denaro diventa il centro di interesse esclusivo della propria esistenza. La dipendenza da gioco comporta dei costi non solo relativi alla salute del giocatore, ma anche al coinvolgimento dell'ambito familiare, lavorativo e sociale.
**Craving: è un termine che si riferisce al desiderio compulsivo per una sostanza o per un comportamento come il gioco d'azzardo. Gli episodi, in genere, durano massimo quindici minuti, ma non sono affatto piacevoli.
